• La Carta Da Parati Gialla

    La Carta Da Parati Gialla

    Secondo il marito, un medico dall’indole pratica e sbrigativa, lei non ha niente che non va, «a parte un temporaneo crollo nervoso, una lieve tendenza all’isteria» conseguente alla nascita del loro bambino. E così le prescrive aria fresca, cibo sano, riposo soprattutto, e – mi raccomando – nessuna attività intellettuale. Hanno preso in affitto una vecchia casa isolata, e lei trascorre le sue giornate nella camera all’ultimo piano, la vecchia nursery. La stanza dalla carta da parati gialla. Osservandone ossessivamente i decori, però, la donna cade in una spirale di incubi, visioni, allucinazioni: un gorgo di disperazione e solitudine che la avvolge sempre più stretta. Pubblicato nel 1892, La carta da parati gialla è un racconto di straordinaria intensità, qui accompagnato da altri testi scelti all’interno della multiforme produzione di Charlotte Perkins Gilman. Si tratta di racconti brevi che, con toni ora più gotici e tetri, ora più caustici e ironici, analizzano da diversi punti di vista, proponendo anche soluzioni concrete, il tema del femminile: la maternità e il ruolo della donna nella società, la suddivisione dei carichi famigliari all’interno della coppia, la necessaria indipendenza di pensiero ed economica della donna. Il tutto con accenti incredibilmente moderni.

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  • Glicine rampicante e altri racconti gotico-femministi (il)

    Glicine rampicante e altri racconti gotico-femministi (il)

    Nota ai più per “La carta da parati gialla”, Charlotte Perkins Gilman (1850-1935) è stata una prolifica scrittrice di racconti gotici… e femministi! L’autrice ha partecipato al movimento di liberazione della donna e il suo attivismo si è mosso su due piani: scrivere saggi sul mondo economico femminile agli inizi del XX secolo e storie che, sotto la loro pelle gotica, mostrano una sagace critica femminista. Ma non aspettatevi spiegoni femministi da casa stregata: i suoi racconti sono l’esempio perfetto della storia di fantasmi vittoriana, con ambientazioni verdeggianti e lussureggianti, grandi dimore abbandonate e presenze misteriose. Ma il lettore più attento, nella trama o nelle cause scatenanti, potrà di sicuro cogliere alcune critiche alla condizione femminile. Gilman è una grande esperta della forma breve. I micro-racconti gotici in questo volume nulla hanno da invidiare ai grandi esempi del genere. Con pochissime frasi dalla bellezza estatica riesce subito a descrivere ambientazioni e stati d’animo complessi, senza rinunciare allo humour e alla ricercatezza linguistica. Le storie sono ambientate in case rigogliose e infestate da bellissime piante rampicanti, tra fantasmi di donne dimenticate dal tempo e dagli uomini. Questa antologia vuole ridare il giusto spazio a un’autrice troppo a lungo dimenticata e ne riunisce in un unico volume tutti i racconti gotici, tra cui alcuni inediti in Italia, promettendo al lettore brividi e riflessioni critiche.

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