Che cos’è l’Ero guro?

Quando parliamo di Ero-guro nansensu (エログロナンセンス, ero-guro-nansensu) facciamo riferimento ad un fenomeno culturale, letterario e artistico emerso in Giappone nei decenni venti e trenta del XX secolo. Comunemente, ci si riferisce a questa corrente utilizzando, più semplicemente, l’abbreviazione Ero guro o guro.
Il termine deriva dal cosiddetto wasei-eigo, un termine impiegato per indicare particolari costruzioni linguistiche risultanti da una fusione tra termini d’origine anglofona e lingua giapponese. Infatti, la parola “ero” deriva dall’abbreviazione della parola inglese “erotic” ed indica la componente erotica del movimento. La parola “guro” deriva da “gurutesuku/grotesque” e si riferisce all’estetica grottesca che si basa su rappresentazioni anormali, fuori dall’ordinario, macabre e perverse. Infine, la parola “nansensu” deriva dal termine “nonsense” e si riferisce alla mancanza di senso e all’assurdo che caratterizzano questa corrente artistica.
Fatta questa piccola premessa, come suggerisce il termine, le opere riconducibili all’Ero guro si basano sulla fusione tra elementi erotici ed elementi grotteschi, assurdi e privi di senso. Generalmente, il fine ultimo di questo movimento, almeno nei suoi sviluppi più moderni, è quello di provocare una reazione di forte impatto nel fruitore per comunicare un messaggio più o meno rilevante dal punto di vista sociale.
Oltre che nella letterature, l’Ero guro è un movimento che possiamo ritrovare in diversi media e forme di espressioni artistica, tra cui il cinema, la musica e il fumetto. In questo breve articolo, ci concentreremo proprio sul rapporto tra manga ed Ero guro, parlando di Kago Shintaro, uno degli esponenti più noti e riconosciuti di questo movimento.
Il contesto storico
L’Ero guro nasce dopo la prima guerra mondiale e, per essere più specifici, durante l’era Taishō (che va del 30 luglio 1912 al 25 dicembre 1926). In questo frangente storico, il Giappone affronta un grande periodo di occidentalizzazione, assorbendo tutte le maggiori influenze culturali provenienti dagli Stati Uniti e non solo.
Le riflessioni socio-politiche su temi rilevanti come il nazionalismo, il socialismo e il femminismo, i nuovi studi scientifici sulla psicoanalisi, i condizionamenti provenienti dall’industria culturale di massa, come il cinema americano e la musica jazz, furono determinanti per la creazione di un Giappone più moderno che si allontanava, seppur in parte, dai dettami della cultura tradizionale.
È in questo contesto di rinnovato fermento culturale, che la nascita di una nuova generazione di giovani “moderni”, con abitudini di consumo più ampie e differenti dalle epoche passate, portò l’industria culturale ad ampliare vertiginosamente la propria produzione. Per raggiungere una sempre più ampia fetta di pubblico, gli editori giapponesi iniziarono a pubblicare racconti impattanti che si differenziavano dalla classiche tematiche trattate dal kōdan.
In questi nuovi prodotti, tematiche forti quali l’erotismo, il grottesco e le devianze di ogni tipo assumevano un ruolo centrale. Proprio in questo contesto iniziano a prendere vita le prime storie appartenenti al movimento dell’Ero guro, con racconti spesso incredibilmente crudi che rappresentavano il lato più folle e degradato dell’agire e della morale umana.
Il movimento iniziò a crescere sempre di più, questo grazie a diversi scrittori molto noti oggi anche in occidente come Ranpo Edogawa. Egli, grandissimo ammiratore della letteratura occidentale e, in particolare, di Edgar Allan Poe da cui ne fa derivare il suo nome, inizia ad integrare nelle sue storie investigative elementi erotici e devianti allo scopo di mettere in luce il marcio che nascondeva la moderna società giapponese.
La fine del movimento e la sua rinascita

Maruo stesso, ha ripreso diverse opere di Ranpo Edogawa e le ha riadattate a manga. Molte di queste opere sono oggi disponibili anche in Italia, come “Il bruco” e “La strana storia dell’isola Panorama” e la pubblicazione di altre opere del mangaka stanno portando ad una nuova scoperte e riscoperta di questo formidabile autore nel nostro paese.
Era inevitabile che un movimento dalle caratteristiche così peculiari e forti incontrasse, prima o poi, dei problemi legati alla censura. Nel 1938, in un clima di forte militarizzazione dello stato giapponese che da li a poco avrebbe preso parte al secondo conflitto mondiale, il governo diede il via ad un forte periodo di oppressione della libertà di espressione. Si vietò così la produzione, la diffusione e la vendita di molti prodotti di intrattenimento.
La letteratura Ero guro venne colpita pesantemente da questi provvedimenti con l’accusa di essere perversa e di andare contro la morale e gli interessi dello Stato. Questo fu il momento in cui la prima ondata della corrente venne arrestata per poi riprendere la sua diffusione diversi anni dopo, con quella che possiamo definire una seconda ondata del movimento a partire dagli anni ottanta del novecento.
Questo rinnovato interesse per il movimento si manifestò, come era capitato in precedenza, in concomitanza di un rinnovato e fiorente periodo di benessere economico. Fu proprio in questo periodo che iniziarono a produrre le loro opere diversi artisti, tra cui il mangaka Maruo Suehiro, considerato uno dei maggiori esponenti del manga horror ed Ero guro.
Interpretazioni critiche dell’Ero Guro
Nel corso dei decenni, diversi studiosi, tra cui storici, esperti di arte e sociologi, hanno provato a fornire interessanti spiegazioni sul fenomeno dell’Ero guro.
Al di là delle ragioni storiche viste in precedenza, alcuni studiosi hanno sottolineato l’aspetto capitalista con accezione altamente negativa del fenomeno. In quest’ottica, l’Ero guro non sarebbe altro che un prodotto del processo capitalista, in una direzione di americanizzazione della cultura giapponese che, perde i propri valori tradizionali in vista di nuove forme di intrattenimento.
Alcuni di questi studi, come quelli condotti dal sociologo Yasunosuke Gonda, hanno messo addirittura in luce l’aspetto deviante che potrebbe essere indotto dal consumo e la fruizione di prodotti di questo tipo. Questo in virtù di una società sempre più veloce, dove il consumo e l’intrattenimento di massa assumono ruoli dominanti, spingendo le persone a ricercare sempre nuove forme di intrattenimento ed evasione.
Altri studi come quelli condotti da Hiroshi Minami invece tendono a sottolineare e a mettere in luce la funzione oppositiva del fenomeno. l’Ero guro, in questa visione, sarebbe un movimento nato per opporsi alle caratteristiche totalitarie che lo stato giapponese ha assunto ad un certo punto della sua storia.
Per Greg Pflugfelder i tre elementi di cui si compone l’Ero guro rappresentano delle specifiche risposte a determinati fenomeni socio-culturali. L’elemento dell’erotismo si oppone alla forte moralizzazione avviata in Giappone in epoca Meiji, l’elemento del grottesco si oppone al linguaggio estetico e pulito che rifiuta forzatamente il marcio dell’esistenza e l’elemento del nonsense si oppone ai valori morali rigidi e insindacabili trasmessi nella cultura giapponese.
Questi sono solo alcuni degli studi e delle interpretazioni che sono state date nel corso dei decenni sul fenomeno dell’Ero guro. Questo per dare un’idea di quanto questo movimento sia stato (ed è ancora) storicamente rilevante per comprendere l’andamento della società giapponese.
Il manga Ero-guro in Italia
Nel nostro paese, negli ultimi anni, oltre alle opere di Maruo Suehiro, stanno arrivando anche opere di altri autori che possono essere considerati esponenti di spicco del manga Ero guro. Uno in particolare, che non si può non nominare quando pariamo di questo movimento, è sicuramente Kago Shintaro.
Questo autore, molto legato al nostro paese e di cui ne è spesso ospite e visitatore, è probabilmente l’autore Ero guro più conosciuto al di fuori dei confini nipponici. In Italia, abbiamo la fortuna di avere, ad oggi, moltissime sue opere pubblicate e disponibili sul mercato.
Il suo stile ricorre a tutti gli elementi classici dell’Ero guro, quali l’erotismo, il grottesco e la mancanza apparente di senso per comunicare messaggi dal forte valore socio-politico. Lo stile narrativo di Kago è fortemente critico nei confronti della società Giapponese e Occidentale e punta a de-costruire e ricostruire le strutture istituzionali esistenti al fine di mettere in mostra tutti gli aspetti nascosti e meno visibili del sistema sociale.
Pensare e ripensare la storia e obbligare il lettore a mettere in dubbio la verità storicamente data e lo status quo sono alcuni dei palesi obiettivi che Kago vuole perseguire attraverso i suoi manga.
Il suo stile grafico, fortemente impattante e dalla grammatica visiva unica e riconoscibile, obbliga il lettore a soffermarsi sulle tavole e a provare un senso di curiosità ma anche di rigetto. L’assurdità delle sue storie trova perfetto legame con in tratto al fine di raggiungere gli obiettivi appena enunciati.
Se volete iniziare ad affacciarvi sull’affascinante e complesso mondo dell’Ero guro, potete farlo attraverso uno dei volumi di questo eccentrico e indimenticabile autore!
scritto da Johnny Il Cacciatore di Fumetti

