La Strada di Manu Larcenet

La Strada di Manu Larcenet

scritto da Camilla Luna Franceschini

Per poter parlare della graphic novel dovremo fare riferimento al romanzo di cui è adattamento: La Strada di Cormac McCarthy è un’opera di spicco nella letteratura contemporanea, insignita del Premio Pulitzer e acclamata dalla critica. Il romanzo esplora temi profondi quali la sopravvivenza in un mondo post-apocalittico, il legame indissolubile tra padre e figlio e la strenua lotta per preservare l’umanità di fronte a un’immane catastrofe. La sua presenza in numerose classifiche dei migliori libri del XXI secolo testimonia il suo impatto duraturo sul panorama letterario.

Nel 2024, l’opera di McCarthy ha trovato una nuova forma espressiva attraverso l’adattamento a graphic novel illustrato dal celebre fumettista francese Manu Larcenet, che ha avuto l’approvazione sentita di McCarthy e ne segue fedelmente la trama, narrando il difficile viaggio di un padre e di suo figlio attraverso un paesaggio desolato e privo di risorse. I due protagonisti, anonimi, lottano costantemente per trovare cibo, riparo e soprattutto per proteggersi dalle minacce rappresentate da altri sopravvissuti, alcuni dei quali spinti da una brutale disperazione fino al cannibalismo.

Il padre assume il ruolo di strenuo protettore del figlio, guidato dalla ferma volontà di preservare la sua innocenza e la sua umanità in un mondo che sembra averle perdute. 

Il loro viaggio si snoda verso sud, in direzione della costa, nella vaga speranza di trovare un luogo più sicuro e con maggiori possibilità di sopravvivenza. La narrazione visiva di Larcenet ripercorre i momenti chiave del romanzo, dagli incontri con altri superstiti alla scoperta del bunker sotterraneo, fino al tragico epilogo.

L’insistente affermazione nel romanzo che il padre e il figlio sono “brave persone” che “portano il fuoco” costituisce un elemento tematico centrale che la graphic novel può veicolare attraverso scelte visive o sottili allusioni. L’efficacia con cui l’adattamento riesce a trasmettere questa bussola morale interiore sullo sfondo di una devastazione esteriore rappresenta un aspetto cruciale dell’analisi. L’idea di “portare il fuoco” simboleggia la conservazione dell’umanità e della speranza in un mondo che sembra averle perdute entrambe. Il modo in cui Larcenet interpreta visivamente questo concetto astratto, attraverso le azioni, le espressioni dei personaggi o un’iconografia simbolica, avrà un impatto significativo sulla risonanza tematica dell’adattamento.

La rappresentazione del cannibalismo merita un’attenta valutazione in termini di impatto e di fedeltà al tono del romanzo. Il romanzo di McCarthy non edulcora le terribili condizioni di sopravvivenza, e il cannibalismo evidenzia la profondità del collasso sociale. La sua trasposizione visiva, sebbene potenzialmente disturbante, è fondamentale per comunicare il vero orrore dell’ambientazione. 

L’indeterminatezza della catastrofe che ha sconvolto il mondo permette alla narrazione di concentrarsi sull’elemento umano piuttosto che sui dettagli specifici del disastro. Non specificando la causa dell’apocalisse, sia il romanzo che la graphic novel creano una storia più universale e atemporale sulla sopravvivenza umana di fronte a una devastazione inimmaginabile. Questa mancanza di specificità consente ai lettori di proiettare le proprie paure e ansie sulla narrazione, rendendola ancora più incisiva.

Nel racconto è evidente la dicotomia tra speranza e disperazione è palpabile sia nelle immagini cupe e desolate che nei dialoghi rari e concisi. Mentre la narrazione visiva e i dialoghi scarni contribuiscono a un senso di profonda disperazione, la sottile vena di speranza viene incarnata soprattutto nella determinazione del padre e nel suo incondizionato amore per il figlio. 

Inoltre l’opera ha la straordinaria capacità di raffigurare visivamente il netto contrasto tra la bellezza del mondo naturale (anche nel suo stato di rovina) e gli atti di crudeltà commessi dagli esseri umani e questo offre una prospettiva unica sul tema del posto dell’uomo nella natura.

Larcenet adotta uno stile artistico distintivo per la sua interpretazione de La Strada caratterizzato prevalentemente dall’uso del bianco e nero e da un tratto inchiostrato incisivo. La palette cromatica è dominata da “grigi scuri e neri” per rappresentare il mondo post-apocalittico, con l’introduzione di “bianchi luminosi” che, in questo contesto di desolazione, possono enfatizzare la durezza e la disperazione. L’artista presta una meticolosa attenzione al dettaglio nel suo tratto, riuscendo a catturare le texture e il deterioramento degli oggetti e dei personaggi. In alcuni casi, si nota l’impiego di tonalità seppia e accenni di colore che potrebbero simboleggiare la fragilità dell’umanità sullo sfondo grigio e uniforme del mondo distrutto.

Un’altra scelta stilistica significativa è l’assenza di didascalie esplicative e riquadri di narrazione, con un prevalere dell’immagine e di dialoghi concisi. Larcenet sfrutta ampie vignette per illustrare la vastità e la desolazione del paesaggio, alternandole a riquadri più piccoli che si concentrano sulle azioni e sulle interazioni dei personaggi.

La mancanza di colore rispecchia visivamente la distruzione e la perdita di vitalità nel mondo post-apocalittico.

Il tratto dettagliato pone l’accento sul decadimento e sulle privazioni dell’esistenza dei personaggi. La capacità di catturare ogni texture, ruga, strappo e usura di vestiti, aggiunge un livello di realismo e un impatto viscerale alla narrazione, rendendo la sofferenza dei personaggi più tangibile.

La predilezione per la narrazione visiva rispetto a dialoghi estesi si allinea con la prosa scarna di McCarthy e spinge il lettore a interagire con la storia a un livello più visivo ed emotivo.

Come avrete capito bisogna fare un po’ di attenzione ai TW ma per chi volesse approcciarsi a McCarthy è una valida alternativa perché la sua forza è proprio la capacità di comunicare visivamente l’orrore e la desolazione del mondo post-apocalittico, rendendo l’esperienza di lettura ancora più intensa e viscerale.