Tokyo Tarareba Girls: il peso delle scelte e l’ironia della vita adulta

Tokyo Tarareba Girls: il peso delle scelte e l’ironia della vita adulta

scritto da Elisa Aphroditeurania

So già che ho parlato di Akiko Higashimura in un articolo ma non posso fare a meno di sponsorizzare Tokyo Tarareba girls non solo per la capacità dell’autrice di descrivere come si sentono le donne che stanno maturando ma anche per trattare temi piuttosto difficili, tipo il sesso in modo da non renderlo “volgare” o scontato e introdurre le sfumature.

E forse è proprio questo il punto di forza dell’opera: la sua sincerità disarmante.

Tokyo Tarareba Girls non è la classica storia romantica in cui tutto si incastra al momento giusto. Al contrario, racconta il disordine emotivo, le scelte sbagliate e quella sensazione sottile, ma costante, di essere “in ritardo” rispetto alla vita. Le protagoniste, tre donne sulla trentina, si muovono tra lavoro, amicizie e relazioni sentimentali con una consapevolezza che fa quasi male: quella di non essere più nel tempo delle possibilità infinite.

Il titolo stesso è emblematico. “Tarareba” richiama quei pensieri che iniziano con “se avessi…” o “se facessi…”, frasi che diventano rifugi mentali quando la realtà non corrisponde alle aspettative. È un meccanismo che tutti, prima o poi, adottiamo per proteggerci dai rimpianti. Le protagoniste vivono proprio lì, in quel limbo tra ciò che è stato e ciò che avrebbe potuto essere, finché qualcosa, o qualcuno. non le costringe a guardare in faccia la verità e ad assumersi la responsabilità delle proprie scelte.

Uno degli aspetti più interessanti dell’opera è il modo in cui affronta il tema delle relazioni. C’è una rappresentazione cruda ma autentica dei rapporti umani: complicati, spesso sbilanciati, a volte deludenti. Anche il sesso viene trattato con una maturità rara, senza cadere né nella banalizzazione né nella provocazione gratuita. È parte della vita delle protagoniste, con tutte le sue implicazioni emotive, le insicurezze e i desideri non sempre confessati.

Ma Tokyo Tarareba Girls non è solo una storia di relazioni. È anche una storia di amicizia. Le tre protagoniste si sostengono, si giudicano, si prendono in giro e si consolano. Nei loro dialoghi emerge una verità semplice ma potente: crescere non significa avere tutto sotto controllo, ma imparare a convivere con le proprie fragilità e accettare che non esiste un percorso “giusto” valido per tutti.

Le sensazioni e i comportamenti messi in scena non sono solo estremamente realistici, ma anche universali: si adattano facilmente a qualsiasi fascia d’età. Anche chi non si trova nella stessa fase della vita delle protagoniste può riconoscersi in quelle insicurezze, nei rimpianti e nei piccoli autoinganni quotidiani. Questo rende l’opera sorprendentemente accessibile e capace di colpire lettori molto diversi tra loro.

Un altro grande merito dell’autrice è la sua capacità unica di rendere esilarante anche scene piuttosto serie, senza mai sminuirne il significato o appesantire troppo la narrazione. L’ironia diventa così uno strumento fondamentale: alleggerisce, ma allo stesso tempo mette a fuoco le contraddizioni delle protagoniste e della società che le circonda.

Lo stile narrativo alterna momenti ironici a riflessioni più amare, creando un equilibrio che rende la lettura coinvolgente e, a tratti, sorprendentemente personale. Si passa dal ridere per dialoghi brillanti e situazioni imbarazzanti, al fermarsi a riflettere su quanto quelle stesse situazioni siano vicine alla realtà.

Tokyo Tarareba Girls è un’opera che parla a chiunque abbia mai avuto la sensazione di aver sbagliato strada o di essersi fermato troppo a lungo a immaginare invece di agire. Non offre soluzioni semplici, ma pone domande importanti, e lo fa con una voce autentica, ironica e profondamente umana. È una lettura che intrattiene, ma soprattutto lascia qualcosa: una consapevolezza in più, e forse anche il coraggio di smettere di dire “e se…” e iniziare, finalmente, a fare.