scritto da Camilla Luna Franceschini
Usamaru Furuya, classe 1968, ha avuto un percorso insolito verso i manga, attraverso il suo studio della scultura e delle figure astratte tridimensionali alla scuola d’arte. Dopo il college, ha lavorato come insegnante d’arte al liceo fino al suo debutto nel manga nel 1994 con Palepoli, striscia “gag” a quattro vignette serializzata sulla leggendaria rivista di fumetti d’avanguardia Garo.
Palepoli ha catturato l’attenzione con la sua sperimentazione creativa attorno alla struttura standard dei manga a quattro vignette che compongono delle micro-storie, ognuna di esse esplora temi che vanno dalla politica, cinema, arte, religione e citazioni di grandi mostri sacri del manga come Osamu Tezuka, Moto Hagio, Yoshiharu Tsuge e Suehiro Maruo.
Riesce a spaziare tra i generi ed a sperimentare con la narrazione, la composizione della pagina e il lettering, questo fa sì che il lettore passi facilmente dal divertimento al disgusto, dall’introspezione al dubbio, in pochi minuti. Il risultato è qualcosa di straordinariamente originale che può interessare anche a chi ama lasciarsi sorprendere.
Altro volume unico da mettere in lista è La musica di Marie, una storia emozionante, ricca di luce, felicità e meraviglia, ma con un qualcosa di oscuro che si nasconde sotto la superficie. Racconta la storia di Pipi e Kai nell’idilliaca città industriale di Pyrite. Pipi lotta per confessare i suoi sentimenti per il suo amico di lunga data, mentre Kai lotta con un dovere spirituale tramandato dalla dea Marie sull’orlo di una rivoluzione cosmica. Pryte è un mondo pacifico, che si erge sui resti di una civiltà sepolta dal progresso tecnologico e dalle guerre. A regolare la pace è Marie, divinità che grazie ad una soave melodia riesce a calmare l’animo umano.
Questa dimensione utopica che vede l’armonia regnante, è resa possibile grazie ad un compromesso: l’uomo non può spingersi oltre una certa soglia di avanzamento tecnologico, e per mantenere la pace deve sottostare agli argini evolutivi imposti dalla superiorità divina.
A questo punto ci si chiede, la tecnologia aiuta o corrompe l’umanità? E come possiamo frenare il male che giace dormiente dentro tutti noi? Un’opera in perfetto stile steampunk con dettagli curati minuziosamente.
E per concludere abbiamo Genkaku Picasso, opera del 2006 in 3 volumi che ruota attorno a due adolescenti: Hikari “Picasso” Hamura è un aspirante artista introverso e inquietante che passa le sue giornate a disegnare vicino alla riva del fiume, mentre Chiaki Yamamoto è vivace e popolare e ama dedicarsi ai libri di psicologia quando non è al centro dell’attenzione dei suoi compagni. Sebbene i due non abbiano nulla in comune, condividono la stessa passione per la tranquillità che trasmette la riva del fiume.
Ma un giorno, un elicottero civile si è schiantato vicino alla zona del fiume, uccidendo i due ragazzi, Chiaki però decide di offrire la sua forza vitale per riportare in vita Hikaru, ad una condizione: potrà continuare a vivere se aiuterà chi ne ha bisogno. Hikari si rende conto che gli è stata donata una speciale capacità di vedere l’oscurità nelle persone ed aiutarli a liberarsene tramite la sua arte. Un ragazzo incapace di relazionarsi con gli altri e amante della propria solitudine, riuscirà ad aiutare queste persone e scoprire il valore delle sue capacità?
Lo stile è davvero curato, colmo di chiaroscuri, sorprendente nei cambiamenti di prospettiva della narrazione e non privo di riferimenti a stili occidentali.
Furuya ama analizzare le sfumature più oscure dell’animo umano e mettersi in costante discussione, anche dal punto di vista morale e porta il lettore a fare lo stesso. Può essere magari eccessivo per alcuni quindi consiglio di dare un’occhiata ai TW.



