scritto da Valeria AlidiCorvo
La disabilità ha sempre fatto parte della mia storia familiare e l’ho sempre considerata come una componente normale, presente nella vita di tutti i giorni. Probabilmente è per questo motivo che sono stata naturalmente attratta da questa tematica quando l’ho incontrata nelle mie letture.
Devo però constatare che solo di recente ho visto crescere il numero dei titoli che raccontano le storie quotidiane di persone diversamente abili.
Nelle opere di cui vi parlerò ho trovato quello che potremo definire uno “spunto in più”: la mancanza di pregiudizio e anche la consapevolezza dell’autore di stare narrando una storia da un punto di vista esterno, senza tuttavia risultare incoerente.
Questi sono alcuni dei titoli che più mi hanno piacevolmente colpita nel corso del tempo e spero di fornirvi qualche spunto utile per approcciarvi a queste tematiche.
Premessa: non è mia intenzione offendere nessuno; data la delicatezza delle tematiche, e la sensibilità propria di ognuno di noi, chiedo scusa in anticipo a chi dovesse sentirsi offeso dalle mie parole.
A Silent Voice
Quando qualcuno mi chiede un manga che assolutamente andrebbe letto, penso subito a questo titolo; Yoshitoki Oima, in soli sette volumi, riesce a raccontare molto bene le dinamiche familiari, scolastiche e sociali che si possono instaurare quando si viene percepiti come diversi.
Si parte dalla storia di Shoko, bambina sorda, che prova ad inserirsi nella sua nuova classe, dopo il trasferimento presso una nuova scuola. Essendo però percepita come diversa, e senza che nemmeno la scuola adotti gli adeguati strumenti per facilitarne l’inserimento, diventa presto vittima di bullismo. Per molti, questo più che un manga sulla disabilità, potrebbe essere definito un manga sul bullismo, ed è vero; tuttavia, senza la diversità di Shoko, tutto ciò non accadrebbe.
Nei volumi vedremo descritte molto bene le dinamiche della classe, il silenzio degli insegnanti, e l’individuazione di un capro espiatorio nel silenzio di un sistema che vuole liberarsi delle proprie responsabilità: in questa vicenda, è chiaro a tutti e fin da subito che il bulletto di turno sia uno solo, ovvero Shoya; tuttavia, anche il resto della classe si adegua o fa finta di non vedere, con la complicità degli insegnanti che non intervengono se non quando è troppo tardi. Ma questa è anche una bellissima storia di redenzione, di costruzione di relazioni umane e di superamento delle difficoltà, insieme.
Una storia di accettazione e superamento del passato, di perdono e anche di amore.
L’opera ha vinto nel 2015 il 19esimo Tezuka Osamu Cultural Award nella categoria “New Life Award”.

Real
Generalmente non sono fan dei manga sportivi – anche se questo è classificato come Seinen – ma il tratto formidabile di Takehiko Inoue mi ha attirata verso questo lavoro come una falena con la luce.
Kiyoharu, Tomomi e Hisanobu sono tre ragazzi come tanti: sono giovani con un proprio carattere, diversi tra loro e con le proprie vite; sebbene percorrano strade diverse.Sono adolescenti e come tali hanno lo sguardo rivolto verso il futuro e le vivono per proprie passioni; cosa succede quando però la vita li mette davanti a situazioni che stravolgono completamente la loro vita? A Kiyoharu, che vive per l’atletica e mira ai campionati nazionali, viene diagnosticato un osteosarcoma e sarà costretto a ricorrere all’amputazione di una gamba. Hisanobu è il capitano della squadra di basket del suo liceo; è il classico “vincente”, anche un po’ bulletto, che un giorno per gioco ruba una bicicletta e, durante la fuga, viene investito da un camion, rimanendo paralizzato. Tomomi invece al liceo non riesce ad integrarsi; lascia la scuola dopo aver causato un incidente stradale in moto, rendendo invalida la ragazza che lo accompagnava sul sedile posteriore: il rimorso per quanto è successo lo perseguita senza tregua e cerca in ogni modo di riscattarsi.Ma sarà il basket, specialmente il basket in carrozzina, a fornire a tutti e tre la motivazione per trasformare la propria vita, superare gli ostacoli e ricominciare a vedere il proprio futuro.
Nonostante lo scenario possa sembrare alquanto cupo, Inoue riesce a dosare in modo incredibile tutta l’emotività e l’emozione di quest’opera, che esprime una grande maturità artistica.La serie è stata elogiata per il suo realismo e per il modo in cui si stacca dalle rappresentazioni convenzionali dei disabili come persone innocenti che sono deboli in ogni modo.
Sebbene la serie sia ferma al volume 15 e non sia conclusa, credo sia un titolo che vale sicuramente la pena di leggere.
A Sign of Affection
In questo manga Suu Morishita riesce a unire romance, slice of life e disabilità con un ritmo narrativo accattivante, cosa che rende questo lavoro sicuramente degno di nota.
“A Sign of Affection” racconta la storia di Yuki, studentessa universitaria non udente fin dalla nascita, che conduce una vita tranquilla tra amici e studi, comunicando sia tramite la lingua dei segni, che grazie alla tecnologia. Un giorno, in treno, incontra per caso un altro studente della sua università, Itsuomi, e ne è subito incuriosita: Itsuomi è infatti un giramondo, che conosce molte lingue e parte spesso per posti che Yuki non avrebbe mai nemmeno immaginato di visitare.
La curiosità è reciproca: anche Itsuomi, che fin dal primo incontro capisce che Yuki è sorda, si mostra curioso nei suoi confronti e vuole comprendere il mondo di Yuki.
La voglia di conoscere la prospettiva dell’altro farà da scintilla iniziale per il rapporto tra i due ragazzi, che evolverà poi in un sincero amore romantico.A prescindere da questo epilogo, quest’opera è un altro ottimo esempio di come sia possibile vincere le barriere comunicative se solo ci si sforza di fare un passo verso l’altro e di accettarlo.
Nel 2021 è stato nominato per il Kodansha Manga Award nella categoria shōjo. È stato anche nominato per lo stesso premio nel 2022. Ha avuto una nomina per il primo premio manga Ebook Japan e ha vinto il primo premio all’undicesimo premio An An per i manga.
Perfect world
Per chiudere vorrei portarvi come menzione d’onore un titolo che spero ristampino presto perché, quando uscì mi stregò letteralmente. Purtroppo, al momento non è recuperabile per intero, ma spero che portarvelo all’evidenza aiuti a farne una nuova ristampa.
Immaginate di aver iniziato la vostra carriera lavorativa per una compagnia di interior design e un giorno uscite a bere con i dipendenti di uno studio di architetti con il quale il vostro ufficio lavora. La serata è piacevole e scoprite che tra gli architetti c’è anche il vostro primo amore! Lo vedete lì, ancora più bello di come ve lo ricordate. Arriva il momento dei saluti e quando lui fa per andarsene, voi vi accorgete che è in sedia a rotelle.
Questo è l’incipit della storia che Rie Aruga racconta in “Perfect World”: in un mondo pieno di difficoltà e barriere architettoniche, la storia romantica tra Tsugumi Kawana e Itsuki Ayukawa tocca ogni aspetto della quotidianità: gli ostacoli, i sensi di colpa, le aspettative sociali e personali, fanno risaltare la forza d’animo di chi si rifiuta di subire dei limiti imposti, ma invece si adopera attivamente per raggiungere la felicità.
“Perfect World” nel 2019 ha vinto il 43º premio Kodansha per i manga nella categoria shōjo.




