L’Universo Narrativo delle CLAMP

L’Universo Narrativo delle CLAMP

scritto da Valeria AlidiCorvo

Le CLAMP sono un collettivo di mangaka, character designers e sceneggiatrici, tutto al femminile, attive dalla metà degli anni 80; inizialmente composto da 11 persone che si riunivano per la creazione di doujinshi, prima della metà degli anni 90 si ridusse a quattro: Nanase Okawa, Mokona, Satsuki Igarashi e Tsubaki Nekoi. I membri del gruppo hanno uno schema lavorativo ben preciso: lavorano in un unico studio e si coordinano direttamente per le diverse mansioni. Nanase Ōkawa è a capo del gruppo, è direttrice artistica e sceneggiatrice; sceglie i colori delle immagini e delle copertine. Mokona, Igarashi e Nekoi sono le disegnatrici e frequentemente si dividono i personaggi e i background – sempre cercando di rimanere più fedeli possibile alla visione di Ōkawa.


Ogni membro del gruppo aggiunge il proprio tocco personale, rendendo ogni opera unica pur mantenendo un’identità visiva riconoscibile: per questo, sfogliando volumi dello steso periodo, si possono notare significative differenze di stile, ma che riportano tutte al caratteristico disegno CLAMP.

L’Universo Narrativo delle CLAMP

Immagine © CLAMP. Tutti i diritti riservati.

Molto conosciute da chi ha vissuto gli anni ’90 e 2000, le CLAMP hanno contribuito in modo eccezionale al mondo del manga e dell’animazione non solo con opere proprie, ma anche curando ambientazioni e character design di personaggi e serie di altri autori: come in “Code Geass: Lelouch of the Rebellion”, dove le mangaka hanno creato i design originali dei personaggi, poi adattati per l’animazione; e ancora, CLAMP ha fornito i design dei personaggi per “Blood-C” e ha contribuito quello dei soggetti di “Mouryou no Hako”, nella serie anime basata sul romanzo di Natsuhiko Kyogoku.
Recentemente, il collettivo ha collaborato con Netflix per sviluppare una nuova serie anime basata sulle fiabe dei Fratelli Grimm, intitolata Project Grimm,– noi la troviamo come “The Grimm Variations”. Questo progetto offre una rivisitazione moderna e oscura delle classiche fiabe, con elementi provocatori, di horror e suspense.

Le loro opere spaziano per tematiche e generi, con concezioni a tratti avanguardistiche delle identità di generi e delle relazioni personali. Parlarvene nel dettaglio diventa complicato se non si vuole scrivere un libro, tante sono le considerazioni che si possono fare sul loro lavoro; proverò comunque a portarvi almeno le informazioni principali per potervi orientare in questo universo, che culmina con la creazione di un vero e proprio multiverso, ma riesce anche a distaccarsene.

Gli inizi

La loro opera di esordio è RG Veda (1989), inizialmente pensata come una storia breve, poi ampliata dato il discreto successo; la storia prende ispirazione dal Rigveda, uno dei testi sacri più antichi dell’Induismo, ma con una rielaborazione buddista.Sempre nel 1989 inizia la lavorazione di quello che viene definito il filone “Istituto Clamp” in cui troviamo Il Ladro dalle Mille Facce, Clamp Detective e Polizia Scolastica Duklyon (1992). Nel frattempo, pubblicano La Principessa Bianca, Tokyo Babylon – i cui personaggi vennero poi integrati in X – e La Leggenda di Chun Hyang, opera basata su una storia popolare coreana.

L’ ascesa

X è il vero e proprio punto di svolta che porta il collettivo alla ribalta sul panorama internazionale: sebbene sia un’opera incompiuta, pone profondi interrogativi morali e si dimostra essere un lavoro ambizioso, ricco di simbologie e disegnato con incredibile perizia.
Il successo CLAMP si rafforza con Magic Knight Rayearth, composto da due serie manga di 6 volumi, una serie televisiva di due stagioni e un OAV. 

Dal ’93 al ’98 seguono altri titoli: Miyuki nel paese delle meraviglie, manga yuri e parodia di Alice nel Paese delle Meraviglie; L’uomo per me, volume unico dal tono intimo e riflessivo che raccoglie storie brevi incentrate sulle diverse faccettature dell’amore e delle relazioni sentimentali. E ancora, Wish, shōjo che unisce slice of life, fanatasy e romance.

Nel ’96 arriva Card Captor Sakura, opera dal successo immediato, vendendo solo in Giappone quasi 12 milioni di copie. Data la grande popolarità, il manga viene adattato in una serie televisiva di 70 episodi, più due film basati sull’anime, e infinito merchandising
Segue Clover, che però viene interrotto dopo solo 4 volumi.

Sulla scia del successo di serie come “Pokémon” e “Yu-Gi-Oh!” nel ‘99 le CLAMP pubblicano Angelic Layer: si trattava di opera rivolta a un pubblico più infantile, ambientata nel mondo dei videogiochi; in questo lavoro, uno dei personaggi richiamava inconfondibilmente la protagonista della serie Rayearth, rendendo questo manga il primo esempio di crossover indiretto delle CLAMP.

In questo periodo le mangaka spaziano con le tematiche anche su temi delicati: Mi piaci perché mi piaci racconta l’amore platonico tra una liceale e un suo professore, e utilizza l’espediente della storia nella storia per permettere alla protagonista di districarsi tra i propri sentimenti; completamente su un alto piano troviamo Lawful Drug, con un cast quasi interamente al maschile e dove gli elementi di riferimento per la creazione del design vengono presi dalla cultura underground.

Il 2001 è l’anno di Chobits: ambientato nello stesso universo di Angelic Layer, è dedicato a un pubblico più maturo; questa serie, infatti, si distingue per i suoi temi profondi, come la solitudine, l’amore e la natura della coscienza; esplora le relazioni tra umani e dispositivi elettronici e come uomo e macchina si influenzino a vicenda.

Un multiverso a marchio CLAMP

È nel 2003 che troviamo il miglior crossover realizzato da CLAMP, con la presentazione di xxxHOLiC e Tsubasa RESERVoir CHRoNiCLE: all’interno dello stesso arco temporale, i protagonisti delle due opere si intrecciano in alcuni punti delle rispettive trame, tanto che è consigliabile leggere i due titoli in contemporanea. L’utilizzo del crossover non finisce qui: in Tsubasa RESERVoir CHRoNiCLE sono state inserite tutte le precedenti opere delle mangaka, dando origine ad un vero e proprio multiverso; quest’ultimo procede in parallelo alla pubblicazione di Kobato (2004) e Gate 7 (2010), e viene ripreso con xxxHOLiC: Rei (2013) e una nuova stagione di Tsubasa WoRLD CHRoNiCLE: Nirai Kanai-hen, che per ora chiudono il ciclo.

Con l’ultimo capitolo di Tsubasa, nel 2016 inizia l’arco finale di Cardcaptor Sakura: Clear Card Arc, conclusosi proprio nel gennaio di quest’anno.

Spero perdonerete questa carrellata, ma volevo provare a fotografare almeno “la punta dell’iceberg” del macrocosmo CLAMP e farvi conoscere il lavoro di queste donne straordinarie che ci hanno regalato un vero e proprio universo di storie e personaggi, in cui sogno e realtà si fondono, indagando l’equilibrio, fragile e impercettibile, tra spiritualità e modernità, ineluttabilità del destino e consapevolezza dei propri desideri.
Sebbene ad oggi molte opere non siano più in stampa, auspico che nel prossimo futuro, con la nuova serie animata di Rayearth, si riaccendano i riflettori su queste autrici e che molte opere vengano ripubblicate, così da poter di nuovo apprezzare la bellezza che CLAMP ha creato.

L’Universo Narrativo delle CLAMP

Immagine © CLAMP. Tutti i diritti riservati.