scritto da Valeria AlidiCorvo
Ottobre è il mese autunnale per eccellenza: la temperatura si abbassa e inizia il foliage che dipinge il paesaggio con tinte giallo-arancioni; è un mese che a me ispira il mood “copertina e thè caldo”, magari da passare in compagnia di una buona lettura e con un gatto sulle ginocchia.
Proprio il gatto ha un ruolo principale nell’immaginario folkloristico legato a questo mese e a questa stagione, insieme a zucche, streghe, fantasmi e pipistrelli.
I gatti, infatti, sono animali che percepiscono suoni e vibrazioni impercettibili all’uomo, e da sempre sono ritenuti in grado di vedere l’invisibile, spesso legato a spiriti e occulto.
Vorrei perciò proporvi qualche titolo gattoso – non solo manga – sperando sia nelle vostre corde, che siate amanti dell’horror o della copertina.
I gatti del Louvre – Taiyō Matsumoto
Nel museo più famoso del mondo di giorno si susseguono file interminabili di turisti, indaffarati a vedere il più possibile nel poco tempo a loro disposizione; di notte, invece, tra le esposizioni di statue e quadri, si aggirano furtivi i gatti del Louvre. Protetti da un guardiano notturno cresciuto tra quelle sale, i gatti del Louvre escono di notte per non essere notati e scacciati. La colonia di felini risiede nella soffitta del museo ed è composta da gatti di ogni genere, anche molto diversi tra loro; uno di loro sente i dipinti parlare, proprio come la sorella dell’anziano guardiano, che da bambina scomparve nel nulla. Taiyō Matsumoto – noto anche per Tekkonkinkreet, Ping Pong, Sunny, Blue Spring, … – con il suo tratto caratteristico ci fa addentrare in racconti malinconici, che valicano spesso la linea dell’onirico, ben rispecchiando le atmosfere del museo all’interno delle storie e delle sale del Louvre.
Personalmente, tra le pagine ho letto anche una critica alla mercificazione dell’arte e alla concezione dei musei come “fast food” dell’arte, diventati sempre meno luoghi dove le persone si soffermano veramente sulle opere, indagandole a fondo e ammirandole veramente. Paradossalmente sono i gatti, che hanno a disposizione un museo sgombro di turisti, a riuscire a soffermarsi con maggiore profondità sulle opere del Louvre e, attraverso queste, prendere lo spunto per riflettere in modo sottile sullo scorrere del tempo.
È una lettura che consiglio a chi ama immergersi nelle atmosfere francesi e nell’arte, che “I gatti del Louvre” esalta nei suoi racconti.
Io, lui e il gatto – Nemu Yoko
Saki e Mii convivono da qualche anno insieme a Cabbage, il loro gatto. Lei è una mangaka, lui un designer. La loro vita può sembrare interessante dal punto di vista lavorativo, ma è la loro quotidianità ad essere la vera sfida: dopo anni di convivenza, Saki sente a tratti l’urgenza di fuggire all’abitudine e il desiderare che la sua relazione con Mii si smuova. Dal canto suo, Mii accoglie con pazienza i cambi d’umore e la discontinuità di Saki, presa dalle pressioni del suo lavoro e dal confronto con gli altri.
In questo volume unico si parla della vita quotidiana, le aspettative reciproche, le mancanze e la voglia di ritrovarsi; gli attriti tra la coppia non mancano, ma la comprensione che lega i due protagonisti riesce a valicare le difficoltà di tutti i giorni.
Tutto diventa più bello se sullo sfondo c’è anche un gatto, che fa la sua vita apparentemente indifferente a ciò che lo circonda, ma che è il tocco finale di questa storia.
Cabbage, infatti, non apparirà come personaggio principale, ma con il suo agire felino sarà discreto, vivace, confidente, amico… famiglia. Sarà l’elemento in secondo piano che completa le atmosfere e senza il quale, a mio parere, quest’opera sarebbe stata meno equilibrata e dolce.
I gatti di Ulthar e altre storie – Gou Tanabe
Quando Gou Tanabe adatta le storie di Lovecraft, il risultato è un’opera horror e misteriosa, non adatta a chi è facilmente suggestionabile.
Se invece siete affascinati dall’universo lovecraftiano, questo volume potrebbe fare al caso vostro.
Il racconto principale narra di una città in cui è vietato uccidere i gatti; ma come mai si è arrivati a una tale legge?
In quella città viveva una coppia di agricoltori che, per divertimento, catturava e uccideva i gatti randagi.
Tutto però cambia quando un orfano scopre che il suo gatto è stato ucciso da questa coppia e prega affinché gli agricoltori incorrano in una punizione divina; quella stessa notte, tutti i gatti della città si riuniscono e la coppia scompare nel nulla, misteriosamente.
Da quel momento, in città, nessuno oserà più fare del male ai gatti.
Il volume raccoglie anche altre storie pregne di orrore e mistero, ispirate all’immaginario di H.P. Lovecraft; in Italia l’opera farà il suo debutto, stando al comunicato J-Pop, in occasione del Lucca Comics & Games 2024: giusto in tempo per chiudere in bellezza la “Spooky Season”.
Un gatto per i giorni difficili – Ishida Syou
A Kyoto c’è una clinica per tutti coloro che hanno perso la serenità; sperduta nei dedali di stradine, la si può trovare solo grazie al passaparola e ci si può entrare solo se veramente si ha la determinazione di aprire la pesante porta.
Una volta entrati, si viene accolti da un’infermiera fredda e scorbutica, e da un dottore sui generis che vi ascolterà e, alla fine della seduta, vi prescriverà un gatto. Non importa quale sia la vostra difficoltà: “quasi tutti i problemi si possono aggiustare con un gatto”.
Attraverso il racconto di cinque storie tra loro differenti, l’autrice tocca circostanze reali che portano i protagonisti a non stare più bene nei propri panni; la scrittura semplice, leggera e ironica di Ishida Syou si addentra a passo felpato in condizioni e situazioni che possono essere molto vicine a noi: ci racconta storie quotidiane e reali, dove i gatti, con i loro diversi caratteri e atteggiamenti, rompono la consuetudine e forniscono agli umani una nuova prospettiva su ciò che li affligge, aiutando a creare nuove relazioni e guarendo le ferite del passato.
In questo volume Ishida Syou riesce ad evidenziare in modo concreto il potere curativo dei gatti, senza ridicolizzare i malesseri affrontati dagli umani che si recano alla clinica.
“È importante la quantità del tempo che si trascorre insieme, ma ci si affeziona in ogni caso. Che si stia insieme per un giorno, o per un anno, certe persone saranno sempre insostituibili per certi animali, e viceversa. Anche se non ci si riesce più a vedere”
A volte ci serve solo la spinta giusta per iniziare un cambiamento; questo libro ci mostra come questa spinta possa arrivare nel modo più inaspettato, portata dai “gommini” morbidi e vellutati di un gatto.

Immagine © Ishida Syou. Tutti i diritti riservati.



