scritto da Johnny Il Cacciatore di Fumetti
L’adattamento animato di Look Back, manga del 2021 firmato da Tatsuki Fujimoto, è appena sbarcato su Amazon Prime Video, mettendo sotto i riflettori il talento poliedrico dell’autore di Chainsaw Man. Questo breve ma intenso racconto ha dimostrato non solo la sua maestria nelle storie brevi, ma anche la capacità di emozionare con trame che si discostano dai suoi lavori più conosciuti.
Per celebrare l’occasione, e considerando il clamore che il film d’animazione tratto da Look Back sta suscitando, ho deciso di approfittarne per consigliarvi tre manga
perfetti per avvicinarsi a questo straordinario autore!
Look Back: guardare indietro per andare avanti
Partiamo proprio da Look Back, uno dei lavori più intimi e toccanti di Tatsuki Fujimoto. La storia si concentra su due ragazze delle elementari, Fujino e Kyomoto, unite dal sogno di diventare mangaka, ma profondamente diverse nel carattere e nel modo di affrontare la vita.
Fujino è vivace, socievole e disegna vignette dinamiche e divertenti per il giornalino scolastico, guadagnandosi l’ammirazione dei compagni. Tuttavia, il suo mondo viene sconvolto quando Kyomoto, una ragazza timida e riservata che non frequenta la scuola in presenza, inizia a pubblicare le sue illustrazioni sullo stesso giornalino. Il talento grafico straordinario di Kyomoto spinge Fujino a superare i propri limiti, dando vita a una rivalità che, col tempo, evolve in una profonda amicizia.
La narrazione prende una piega inaspettata quando un evento tragico separa le due ragazze. Da quel momento, Fujino si immerge in un viaggio interiore immaginando come sarebbe stata la loro vita se non si fossero mai incontrate. Attraverso questo esercizio catartico, l’autore ci guida tra passato, presente e scenari alternativi, esplorando i temi del rimpianto, della crescita personale e della necessità di fare pace con i propri fantasmi.
Il messaggio centrale di Look Back è chiaro: per vivere il presente e andare avanti, è indispensabile accettare il passato, con tutte le sue luci e ombre. Un insegnamento universale che Fujimoto trasmette con grande sensibilità, arricchendo la trama di riferimenti autobiografici.
Le protagoniste, aspiranti mangaka, vivono in un mondo che sembra spesso svalutare il valore dell’arte. Una domanda ricorrente nella storia – “Perché disegni?” – riflette la stessa lotta interiore degli artisti, spinti a inseguire il loro sogno nonostante le difficoltà. In un passaggio significativo, Fujino scoraggia Kyomoto dall’iscriversi a un’accademia d’arte, sottolineando il timore diffuso di non trovare lavoro in un settore così competitivo.
La narrazione evidenzia anche le difficoltà quotidiane della vita da mangaka: il tempo che scorre inesorabile, la pressione delle scadenze e il sacrificio personale. Un anno intero viene dedicato alla realizzazione del primo manga delle protagoniste, simbolo della dedizione necessaria per emergere in questo mondo.
Un aspetto unico di Look Back è l’uso evocativo del tempo e delle stagioni, un elemento che ricorda il lavoro di Taiyo Matsumoto. Questo approccio, tipico dello stile di Fujimoto, si intreccia con il suo amore per il cinema. Le tavole del manga scorrono come fotogrammi di un film, costruendo sequenze che immergono il lettore in un’esperienza visiva ed emotiva senza pari.Con Look Back, Fujimoto firma una delle sue opere più profonde e memorabili. Prima di tuffarvi nell’adattamento animato appena uscito su Amazon Prime Video, vi consiglio di leggere il manga, solo così potrete cogliere appieno tutte le sfumature di una storia che rimarrà con voi a lungo.
Goodbye Eri: quando il cinema ci salva la vita
Tra le opere più recenti e discusse di Tatsuki Fujimoto, Goodbye, Eri si distingue per la sua profondità emotiva e per la capacità dell’autore di sperimentare nuovi linguaggi narrativi. Pubblicata in Italia da Star Comics, quest’opera autoconclusiva affronta temi complessi come il lutto, la memoria e la capacità del cinema di dare senso ai momenti più difficili della nostra vita.
La storia segue Yuta, un ragazzo che, su richiesta della madre gravemente malata, inizia a filmare i suoi ultimi giorni. Dopo la sua morte, Yuta decide di montare il materiale girato e presentarlo durante un evento scolastico. Tuttavia, il risultato è un mix di emozioni crude e scelte registiche inusuali che suscitano reazioni negative nei suoi coetanei. Umiliato e pieno di sensi di colpa, il ragazzo si ritrova sull’orlo della disperazione, finché non incontra Eri, una misteriosa compagna di scuola che lo sprona a continuare a creare film, accompagnandolo in un viaggio di scoperta personale.
Goodbye, Eri è una riflessione metanarrativa che si interroga sul ruolo della narrazione nella nostra vita. Fujimoto utilizza il mezzo del cinema come metafora per rappresentare il modo in cui gli esseri umani rielaborano il dolore e costruiscono ricordi. Ogni scena del manga è organizzata come se fosse un’inquadratura cinematografica, con tagli, zoom e movimenti di camera che danno l’impressione di guardare un film su carta.
Questo stile narrativo, unito a una struttura volutamente frammentaria, invita il lettore a riflettere su come le storie possano essere al tempo stesso un mezzo di evasione e un modo per affrontare la realtà. Fujimoto riesce a bilanciare momenti di cruda sincerità con sequenze oniriche e surreali, mantenendo sempre un forte impatto emotivo.
Uno degli elementi più affascinanti di Goodbye, Eri è il modo in cui l’autore mescola realtà e finzione, confondendo i confini tra ciò che è vero e ciò che è costruito o ri-costruito dalla memoria. Il rapporto tra Yuta ed Eri diventa il cuore pulsante della storia, ma anche questo è avvolto da un’aura di incertezza. Chi è davvero Eri? Quanto di ciò che vediamo è reale e quanto è frutto della mente di Yuta?
Il manga si sviluppa come una sorta di puzzle emotivo che porta il lettore a interrogarsi non solo sulla storia che sta leggendo, ma anche sul proprio modo di percepire la realtà attraverso il filtro delle emozioni e dei ricordi.
Nel suo epilogo, Goodbye, Eri si trasforma in un toccante tributo alla capacità dell’essere umano di ricostruire se stesso dopo la perdita. Fujimoto esplora con sensibilità il tema del lutto, ma anche quello della rinascita, mostrando come l’arte – in ogni sua forma – possa diventare un’ancora di salvezza nei momenti più bui.Con il suo mix di innovazione stilistica e profondità tematica, Goodbye, Eri si colloca tra le opere più mature e significative di Tatsuki Fujimoto, confermando ancora una volta il suo talento unico nel panorama manga contemporaneo
Fire Punch: la distopia secondo Fujimoto
Tra le prime opere che hanno messo in luce il genio narrativo di Tatsuki Fujimoto, Fire Punch rappresenta un viaggio oscuro e disturbante nei meandri dell’umanità. Pubblicato tra il 2016 e il 2018, questo manga è un’opera in otto volumi che mescola post-apocalittico, dramma umano e riflessioni filosofiche, risultando una lettura intensa e spesso spiazzante.
Ambientato in un mondo devastato da una glaciazione eterna, Fire Punch ci racconta la storia di Agni, un ragazzo dotato del potere della rigenerazione corporea in un mondo dove alcuni individui possiedono doti note come “benedizioni”.In seguito ad uno scontro con Doma, un benedetto in grado di far ardere le fiamme in maniera perpetua, il dono di Agni diviene la sua maledizione. Il suo corpo è ora costretto a bruciare in eterno per poi rigenerarsi continuamente e questo lo trasformerà in un’arma vivente e in un simbolo di vendetta in una società ormai priva di morale.
L’ambientazione di Fire Punch è tanto affascinante quanto crudele. In un mondo dove il gelo perenne ha annientato ogni forma di civiltà, le persone lottano per la sopravvivenza, spesso abbandonando qualsiasi principio etico. Fujimoto dipinge uno scenario spietato, popolato da personaggi spezzati e contraddittori, in cui la linea di demarcazione tra vittima e carnefice è spesso indistinguibile.
In questo contesto, Agni diventa un simbolo del dualismo umano: un essere consumato dal fuoco della vendetta, ma anche capace di gesti di straordinaria umanità. La sua lotta per trovare uno scopo in un mondo senza significato è al centro della narrazione, rendendo la sua storia un potente specchio delle contraddizioni che risiedono in ognuno di noi.
Come in molte delle opere di Fujimoto, anche in Fire Punch l’arte gioca un ruolo fondamentale, sia a livello tematico che narrativo. In particolare, un personaggio chiave della storia, Togata, è ossessionato dal cinema e dalla narrazione, un elemento che Fujimoto utilizza per interrogarsi sul senso stesso del raccontare storie. Togata vede in Agni non solo un uomo, ma un “protagonista” degno di una narrazione epica, una figura tragica il cui viaggio diventa metafora della lotta per dare un significato alla propria esistenza.
Questa metanarrazione arricchisce il manga di livelli di lettura inaspettati, portando il lettore a interrogarsi sul valore delle storie che raccontiamo e sul motivo per cui sentiamo il bisogno di narrarle.
Uno degli aspetti più controversi di Fire Punch è la sua rappresentazione esplicita della violenza, sia fisica che psicologica. Fujimoto non si tira indietro nel mostrare la brutalità del mondo che ha creato, ma lo fa con uno scopo preciso: evidenziare il peso della speranza in un contesto apparentemente privo di essa.
Ogni momento di crudeltà è bilanciato da una riflessione più ampia sull’umanità, sulla capacità di resistere e sull’importanza del perdono, anche quando tutto sembra perduto.
Fire Punch non è un manga per tutti, è duro, spietato e a tratti volutamente provocatorio. Ma per chi è disposto ad affrontare i suoi temi difficili, si rivela un’esperienza di lettura unica, capace di spingere il lettore a riflettere su questioni fondamentali come la moralità, la vendetta e il significato della vita stessa.
Se avete apprezzato i lavori più recenti di Tatsuki Fujimoto, Fire Punch è un’opera imprescindibile, che vi permetterà di scoprire le radici del suo stile unico e visionario.



