scritto da Camilla Luna Franceschini
Il 29 aprile uscirà finalmente per JPOP Manga “Claudine” di Riyoko Ikeda, quindi voglio cogliere l’occasione per potervene parlare un po’ più approfonditamente.
Nonostante sia un racconto del 1978, non potrebbe essere più attuale. L’Ikeda si è sempre distinta per la sua capacità di anticipare i tempi, – ricordiamoci sempre che in fatto di tematiche LGBT il Giappone ha, ancora oggi, della strada da fare – sempre con una delicatezza incredibile, senza mai essere banale. Bisogna sempre tenere presente il periodo in cui è stato pubblicato, sa essere estremamente moderno e visionario ma a volte può avere alcuni limiti.
La crescita personale e psicologica del protagonista, Claudine/Claude, viene mostrata attraverso la narrazione del suo psichiatra. Non c’è da preoccuparsi, non sarà una presenza ingombrante, piuttosto analizzerà e racconterà i fatti come se fosse lui uno dei tanti lettori.
Perché proprio uno psichiatra, vi chiederete. Semplice, Claude si è sempre sentito un ragazzo intrappolato in un corpo femminile e sua madre non riesce a comprendere (figuriamoci accettare) questa cosa. Con il tempo si instaurerà con lo psichiatra una sorta di legame quasi amicale, una persona con la quale poter parlare senza sentirsi costantemente giudicato, in fin dei conti non c’è nulla che non vada in lui, il vero problema è la famiglia. Il padre, con il quale ha un rapporto simbiotico, lo accetta con affetto e ha una predilezione spiccata per lui rispetto ai fratelli, meccanismo che creerà attrito tra i figli; la madre, invece, non riesce ad accettarlo.
Claude è perfettamente consapevole della propria identità ma come ogni adolescente dovrà fare i conti con i primi amori e la scoperta di sé. La prima donna di cui Claude s’innamora è la sua cameriera Maura, il classico primo amore così travolgente da spingerlo a dire ai suoi genitori di volerla sposare. In seguito, s’innamora di Cecilia, una bibliotecaria, che è però l’amante di Auguste: il fratello di Cecilia, Louis, scoperta la relazione intrattenuta dalla sorella, colto da folle gelosia uccide entrambi gli amanti dando fuoco alla stanza in cui si trovano. Da qui inizieranno una serie di colpi di scena, amori, intrighi e tragedie che vi lasceranno senza fiato.
I personaggi sono ben caratterizzati sotto ogni aspetto, la loro crescita personale e problematiche ci permettono di empatizzare con ognuno di loro, rappresentano la psiche umana nella sua complessità.
Il tratto della Ikeda è intenso e sognante e le figure sono plastiche e morbide, delicatezza e tragicità in ogni pannello.
Un’opera che ha fatto la storia e non può sicuramente mancare nella vostra collezione.


