Animal human: quando la vittima diventa carnefice

Animal human: quando la vittima diventa carnefice

scritto da Johnny Il Cacciatore di Fumetti

Tra le novità manga più interessanti approdate di recente nel panorama editoriale italiano, spicca senza dubbio Animal Human di Takuya Okada.

Ancora in corso in Giappone con tre volumi all’attivo e arrivata in Italia grazie a Magic Press Edizioni, l’opera ha fatto il suo debutto nel 2023 e si sta rapidamente facendo notare tra gli appassionati grazie alle sue atmosfere cupe e disturbanti e ad una narrazione che mescola elementi horror, thriller e distopici con sorprendente efficacia.

La storia in breve

Un padre e sua figlia vengono coinvolti in un terribile incidente automobilistico.

Feriti e disorientati, vengono soccorsi da strane creature dall’aspetto animalesco che li conducono in un villaggio remoto e misterioso. In un primo momento, i due, ancora scossi, pensano che si tratti semplicemente di esseri umani mascherati da animali. Ma la verità che li attende è ben più inquietante. Ben presto, infatti, scopriranno l’atroce realtà: il villaggio in cui sono finiti è abitato da esseri antropomorfi che considerano gli esseri umani alla stregua di bestiame. Gli uomini vengono allevati, catturati e consumati come fonte di cibo.

Una inversione di ruoli dove saranno gli esseri umani a divenire le prede, cacciati e braccati dalle bestie antropomorfe che ovunque sono presenti nel villaggio. I protagonisti della storia dovranno affrontare una realtà distorta, crudele, in cui ogni errore potrebbe costare loro la vita. La lotta per la sopravvivenza, ma anche per mantenere intatta la propria umanità, diventa il fulcro di una narrazione che mescola orrore, critica sociale e tensione psicologica.

Tra uomo e animale

Animal Human non perde tempo a mettere in chiaro le sue intenzioni, già dalle prime tavole ci troviamo immersi in un universo cupo e inquietante dove lo status quo viene rapidamente capovolto. Il tratto di Takuya Okada, netto e preciso ma al tempo stesso fortemente espressivo, si distingue per la sua capacità di trasmettere emozioni profonde e disturbanti. Sguardi vuoti o terrorizzati, ghigni animaleschi, corpi in tensione, silenzi pesanti come macigni, tutto concorre a costruire un’atmosfera soffocante, quasi claustrofobica, in cui il lettore si sente costantemente sotto osservazione, come se fosse anch’egli parte della spirale discendente che colpisce i personaggi.

La vera forza visiva dell’opera, però, risiede in un contrasto potente e spiazzante: da una parte l’aspetto apparentemente tenero, quasi innocuo, degli animali antropomorfi; dall’altra, la brutalità e l’intensità delle situazioni rappresentate. Questo espediente visivo e narrativo amplifica il disagio e costringe il lettore a rivedere continuamente la propria percezione di ciò che è umano e di ciò che è bestiale.

Tra distopia e critica sociale

In Animal Human, gli esseri umani vengono inseriti all’interno di una vera e propria industria del macello, strutturata e regolamentata secondo una logica capitalista e produttivista. Un sistema spietato, scientificamente organizzato, il cui unico obiettivo è massimizzare gusto, sapori e qualità della carne umana, trattata come un qualunque prodotto da allevamento. L’ironia crudele dell’opera risiede proprio in questo ribaltamento: l’essere umano, da sempre dominatore e carnefice, diventa qui la vittima sacrificale di un ingranaggio economico creato a immagine e somiglianza della società da lui stesso generata.

Il manga costruisce così una potente metafora sociale, in cui il confine tra umanità e bestialità si dissolve. Il vero nemico non sono tanto le creature antropomorfe che gestiscono l’allevamento, quanto il sistema stesso, una struttura disumanizzante e feroce, che elimina ogni empatia in favore dell’efficienza produttiva e i bisogni di chi detiene il potere.

Un colpo di scena dopo l’altro

Ma Animal Human non è soltanto una storia capace di ribaltare il tradizionale schema preda-predatore, né si limita a offrire uno sguardo crudo e spietato sulla natura umana. Il manga di Takuya Okada si spinge oltre, portando il lettore a riflettere sui meccanismi contorti, perversi e spesso invisibili che regolano la nostra società del consumo. In particolare, la rappresentazione metaforica degli esseri umani trasformati in animali si presta a una forte critica sociale nei confronti di pratiche come gli allevamenti intensivi, il controllo del corpo, la mercificazione dell’essere vivente e l’annientamento dell’individualità a favore dell’efficienza, della conformità e della produttività.

Ma non finisce qui. L’opera riesce a offrire numerosi spunti di riflessione, che spaziano dall’alienazione sociale alla repressione dell’identità, passando per il disagio esistenziale e la perdita di controllo sulla propria natura. Il vero punto di forza del manga è la capacità di Okada di mettere in scena una serie di colpi di scena perfettamente orchestrati, che non solo destabilizzano il lettore, ma sovvertono continuamente il suo punto di vista, trasformando ogni storia in un gioco narrativo sorprendente, mai scontato o banale.

Il lettore viene costantemente spiazzato, trascinato in una narrazione intelligente, provocatoria e spietata, dove nulla è come sembra e nessun ruolo rimane immobile. Proprio quando si crede di aver compreso la logica interna della storia, ecco che un nuovo rovesciamento narrativo infrange le aspettative, introducendo elementi inaspettati e profondamente disturbanti, capaci di rimettere in discussione ogni certezza costruita fino a quel momento.