'Ayaka is in Love with Hiroko!': un amore tra le scrivanie

‘Ayaka is in Love with Hiroko!’: un amore tra le scrivanie

scritto da Camilla Luna Franceschini

Ayaka is in Love with Hiroko! verrà pubblicato da Star Comics il 03 marzo. Si presenta, a una prima occhiata, come una commedia romantica yuri ambientata in ufficio. E in effetti lo è, ma non solo. Rappresenta, infatti, anche una riflessione sull’invisibilità del desiderio queer negli spazi professionali e sul peso delle aspettative.

La trama è costruita attorno a un equivoco tanto semplice quanto interessante. Ayaka Usagida è una giovane impiegata precisa, diligente, quasi trasparente nel suo modo di stare al mondo. È innamorata in modo plateale, dichiarato e persino ostinato della sua senpai, Hiroko Kanō. Il punto è che Hiroko non le crede. O meglio, non riesce a crederle. Convinta che Ayaka sia eterosessuale, interpreta ogni confessione come uno scherzo, un fraintendimento, un’ammirazione ingenua. La dinamica si trasforma così in un continuo gioco di scarti: Ayaka si espone, Hiroko razionalizza; Ayaka avanza, Hiroko arretra.

È qui che il contesto lavorativo smette di essere semplice sfondo e diventa struttura tematica. L’ufficio non è solo il luogo in cui le due si incontrano: è uno spazio regolato da gerarchie, aspettative e silenzi. Hiroko, pur vivendo apertamente la propria sessualità nella sfera privata, sul lavoro sceglie la discrezione. Non per vergogna, ma per sopravvivenza. Il manga suggerisce con delicatezza quanto l’ambiente professionale possa essere un territorio difficile per le identità queer. Hiroko è sicura di sé nei locali LGBTQ+, ma in ufficio preferisce non esporsi per paura di essere ridotta a un’etichetta, ha imparato a leggere il mondo attraverso il filtro del sospetto perché sa che le cose non sono mai così semplici.
Ayaka, al contrario, non ha paura di esprimersi. Questo è dato, molto probabilmente, anche dalla differenza di età e dal modo in cui ora si può vivere la propria sessualità in maniera più libera.

Narrativamente, l’evoluzione del rapporto segue un andamento lento ma coerente. Le situazioni comiche, come sguardi mal interpretati, frasi ambigue, tensioni alle feste aziendali, lasciano spazio gradualmente a momenti più introspettivi. Hiroko inizia a interrogarsi non tanto sui sentimenti di Ayaka, quanto sui propri meccanismi di chiusura. Perché è così difficile credere di essere amate? Perché l’ipotesi di un amore sincero appare meno plausibile di quella di uno scherzo? Sal Jiang lavora molto sul “non detto”, sui monologhi interiori che incrinano l’immagine sicura e un po’ cinica di Hiroko.

In un panorama yuri che preferisce protagoniste adolescenti, Ayaka is in Love with Hiroko!, ci regala una boccata d’aria fresca. Qui, invece, le protagoniste sono adulte, immerse in una quotidianità fatta di straordinari, riunioni e pressioni professionali. L’amore non è un sentimento che esplode in uno spazio protetto, ma qualcosa che deve trovare posto tra scadenze e ruoli sociali. Questa scelta conferisce al manga una dimensione più realistica.

La questione dell’identità queer non è trattata in modo didascalico. Non ci sono lunghi discorsi teorici né drammi espliciti legati all’omofobia.
Il semplice fatto che Hiroko separi con tanta nettezza la sua vita privata da quella lavorativa racconta un sistema in cui l’inclusione non è mai totale. L’amore tra donne esiste, ma deve adattarsi, modulare il volume, scegliere quando farsi vedere. Ayaka, con la sua trasparenza emotiva, rappresenta una possibilità diversa: quella di un desiderio che non chiede permesso.

Anche sul piano grafico l’opera sostiene questa dualità. Il tratto di Sal Jiang alterna espressioni caricaturali e quasi slapstick nei momenti comici a tavole più pulite e silenziose quando la narrazione si fa introspettiva. I volti, in particolare quello di Hiroko, diventano il campo di battaglia tra compostezza e turbamento. L’ironia visiva non smorza mai la tensione romantica, ma la rende più umana, meno idealizzata.

In definitiva, il manga non è soltanto la storia di una ragazza che insiste e di una donna che non capisce. È il racconto di come l’esperienza sociale modelli la nostra capacità di riconoscere l’amore. Ayaka ama con semplicità disarmante; Hiroko ha imparato a complicare tutto per non soffrire. Il loro avvicinamento diventa allora un percorso di disarmo emotivo, una lenta demolizione delle difese costruite negli anni.