Love is just Love: quattro titoli per il Pride Month

Love is just Love: quattro titoli per il Pride Month

scritto da Valeria AlidiCorvo

E’ arrivato giugno e, in occasione del Pride Month vorrei unirmi ai festeggiamenti e supportare la comunità LGBTQ+ con alcuni titoli che, a mio parere, aiutano a sensibilizzare sulle tematiche valorizzate in questo mese.
Sono una persona che dà molta importanza ai contenuti, perciò vi parlerò di opere delle quali ho apprezzato la capacità di dialogare con chi non è addentro alla comunità LGBTQ+ e alle difficoltà che questa comunità affronta quotidianamente.

Credo infatti che il filo conduttore dei seguenti titoli sia la capacità di parlare a un pubblico “altro”, e non restare in un circolo chiuso, dedicato solo a pochi; al contrario, questi volumi riescono a comunicare con un’ampia platea, se solo si ha voglia di ascoltare.

Oltre Le onde – Yuhki Kamatani

Credo sia uno dei manga più belli mai scritti ad oggi su queste tematiche; in quattro volumi, attraverso una narrazione che passa dal reale all’immaginario, cancellando quelli che sono i confini del detto e del non detto, Yuhki Kamatani ci conduce in un viaggio da fare tutto d’un fiato.
La storia inizia in un liceo, dove il giovane Tasuku Kaname viene schernito dai compagni di classe che hanno scoperto la sua omosessualità; preso dal panico, scappa e pensa fin da subito di farla finita.
Ma poco prima di compiere il gesto, da una casa vicina vede una donna buttarsi nel vuoto: Tasuku corre a cercare aiuto e approda in un “salotto di conversazione”, dove scopre che la presunta suicida – la signora Qualcuno – in realtà sta benissimo.
Il salotto di conversazione è il posto tranquillo dove chiunque non sia etero può trovare aiuto e confronto; grazie ai personaggi che troveremo in questo salotto l’autrice approfondirà i diversi aspetti della comunità LGBTQ+, superando lo stereotipo e facendo approcciare anche il lettore meno esperto a riflessioni molto profonde.
Ingenuità, rabbia, perbenismo, capacità o incapacità di accettare sé stessi e dialogo sono il filo conduttore della narrazione della Kamatani.

Piccola nota: Yuhki Kamatani si definisce gender fluid; per scrivere questa storia ha dichiarato di aver usato le proprie esperienze di rifiuto, e le domande che lei stessa si è posta in adolescenza. Cercando di comprendere la signora Qualcuno, non ho potuto fare a meno di pensare che questa sia l’alter ego dell’autrice che si racconta, ancora oggi, con i suoi dubbi e le sue domande, consapevole di non avere tutte le risposte.

I Want to be the Wall – Honami Shirono

Ognuno cerca il proprio posto nel mondo; cosa succede se quel posto non lo si trova e la pressione sociale rischia di diventare insostenibile?

Yuriko è asessuale ma viene costretta dai genitori a partecipare a un incontro combinato a scopo matrimoniale.
Il suo partner è Gakurota, un ragazzo gay innamorato di un suo amico d’infanzia senza essere corrisposto. La ragazza, appassionata di Boys’ Love, vorrebbe diventare un muro per poter vegliare sugli amori degli altri, mentre Gakurota, costretto a sposarsi per questioni familiari, è irrimediabilmente perso nel suo amore a senso unico.In questa loro convivenza atipica, cercano inizialmente di supportarsi e di costruire una relazione basata sulla quotidianità; ma poco alla volta scoprono che solo tra le mura della loro casa possono essere davvero loro stessi, togliendosi di dosso l’apparenza che la società e la famiglia vorrebbero per loro.

Nella tranquillità della loro vita domestica, i due sposi novelli si rendono conto di poter contare sul sostegno l’uno dell’altra, mostrandosi per chi realmente sono.Questa storia, alterna siparietti comici a momenti più seri, senza risultare pesante o senza far perdere forza alla narrazione, che mantiene un tratto delicato ma realista nel mostrarci le difficoltà che tutti i giorni vivono le persone della comunità LGBTQ+.

Blossom – D.S.

“I boccioli del leggendario Ponte Dei Cento Fiori rappresentano i bambini che nasceranno: bianchi per i maschi, rossi per le femmine. Ma cosa succede se il colore esterno è differente da quello interno?”

Con questo incipit, l’autrice Taiwanese D.S. ci porta un punto di riflessione sulla questione di genere a Taiwan. Yufan è una ragazza e come tale, la famiglia e la società si aspettano che si comporti da ragazza: suonare il pianoforte, essere tranquilla, portare la gonna; schiacciata dalla pressione psicologica della madre e della nonna paterna, la giovane si sente obbligata a nascondere la vera sé stessa e fingersi la persona che gli altri si aspettano che sia.

Solo grazie all’incontro con persone che hanno deciso di mostrarsi per ciò che sono, Yufan trova il coraggio di togliersi la maschera e abbracciare l’idea che, anche per lei, può esistere una felicità che devia dalla strada tracciata per lei dalla società.

Blossom viene realizzato e pubblicato nel 2018, poco prima che Taiwan legalizzi il matrimonio egualitario (2019).

Boys Run the Riot – Keito Gaku

“Il chiodo che sporge viene martellato”: non importa in cosa tu sia diverso, se non ti conformi verrai rimesso in riga.

Ryo lo sa molto bene: è nata donna, ma nel suo cuore è un uomo; tutti i giorni esce di casa per andare a scuola con la divisa femminile, ma appena arriva a scuola si cambia e indossa la tuta da ginnastica: la divisa scolastica che divide il mondo in maschi e femmine e lo fa sentire incatenato.

Non riesce a socializzare, convinto che nessuno la accetterà per quello che è; ma la sua prospettiva cambia quando, nella sua classe si trasferisce Jin, uno studente ripetente e dall’aspetto da teppista, che ha un unico sogno: aprire un suo brand di abbigliamento. Ryo si imbarca in questa impresa per liberare sé stesso e finalmente urlare al mondo chi lui sia davvero; ma il marchio di abbigliamento di Jin e Ryo vuole essere libera espressione di chiunque si senta oppresso, di chi soffre e fa fatica davanti alle difficoltà della vita. E’ così che i ragazzi danno vita alla rivoluzione.

Boys Run the Riot è un manga che fa della comunicazione la sua forza: il suo scrittore e disegnatore, Keito Gaku, è un uomo transegnder che quindi sa molto bene i temi di cui parla e li esprime con un tratto forte e tavole d’impatto. Ho gradito molto gli inviti dell’autore, attraverso i personaggi secondari, a parlare di come ci si sente per far capire anche a chi è eterosessuale i sentimenti di chi non lo è.