Okinawa: riscoprendo la storia

Okinawa: riscoprendo la storia

scritto da Camilla Luna Franceschini

In questo volume unico di Susumu Higa, edito Rizzoli Lizard, l’autore ripercorre la storia della sua terra natale, dalla sua annessione da parte dell’Impero giapponese ad oggi. La narrazione viene raccontata dal punto di vista dei sopravvissuti di Okinawa, mostrando come la guerra lasci segni devastanti in ciascuna delle parti coinvolte.

Le storie sono tutte autoconclusive, dando l’impressione che stiamo assistendo a istantanee della vita di allora e di oggi, piuttosto che a una narrazione contigua. Questo offre uno sguardo più ampio sulla cultura e folklore di Okinawa, sulla guerra e sulla quotidianità. 

Il volume contiene due raccolte di storie che riflettono su questa difficile storia e uniscono la spiritualità tradizionale di Okinawa, gli effetti della prolungata occupazione militare statunitense e l’insensatezza della guerra. 

La prima parte si concentra sugli orrori della Battaglia di Okinawa, un massacro ai danni della popolazione civile sia da parte degli americani, che la consideravano parte del Giappone e quindi territorio nemico, sia dei giapponesi, per i quali erano una minoranza inferiore. Higa poi rivolge uno sguardo attento al presente in Mabui (termine okinawense che significa “spirito”), dove esplora come l’occupazione americana abbia cambiato in modo irreversibile la prefettura dell’isola, attraverso la lente della spiritualità indigena dell’arcipelago e il personaggio centrale della sacerdotessa yuta. 

Attraverso queste illustrazioni, ascoltiamo i racconti degli abitanti del villaggio le cui case sono state distrutte nelle zone rurali e nelle isole vicine. Apprendiamo delle morti devastanti, dei suicidi di massa forzati e dell’uccisione di civili di Okinawa. Assistiamo a cerimonie spirituali condotte da yuta nella speranza di pace e guarigione per la terra e la gente.

Sebbene il tema principale dell’opera di Higa sia la battaglia di Okinawa, vengono mostrati anche altri problemi che persistono oggi. Ci sono personaggi che discutono della controversia sulla vendita della propria terra per trarre profitto dall’espansione delle basi; la profanazione dei resti ancestrali; il rumore e il disagio portati dagli addestramenti militari degli Osprey nelle aree locali; e lo stigma sociale e il ridicolo verso le pratiche spirituali indigene dovute all’assimilazione. gli effetti sociali e psicologici dell’occupazione e del militarismo da parte sia del governo statunitense che di quello giapponese sono ancora visibili oggi, infatti l’arcipelago è la prefettura più povera del Giappone e ospita il 75% di tutte le basi militari statunitensi in Giappone.

L’autore riesce a rimanere imparziale e posato anche nei momenti più duri che hanno avuto un forte impatto sulla sua vita. Lo stile è estremamente dettagliato e ricco di fonti e riferimenti geografici che lo rendono un vero e proprio documento straziante di guerra con storie anche personali dell’autore, ma è anche un’opera che affronta i sogni e le necessità di un popolo mentre avanza verso un futuro incerto, rendendolo una lettura essenziale per chiunque sia interessato alla Seconda guerra mondiale e ai suoi effetti sulle nostre vite.