scritto da Valeria AlidiCorvo
L’Autunno non è solo una stagione: è uno stato d’animo. Quando arriva ottobre, con le sue luci dorate e le ombre più lunghe, qualcosa cambia nel ritmo delle giornate. Il mondo rallenta, si fa più silenzioso, e noi diventiamo più inclini all’introspezione, alla nostalgia, al mistero. È il tempo delle foglie che cadono, dei tè caldi, delle coperte sulle spalle… ma anche delle storie che parlano di spiriti, divinità dimenticate, mondi paralleli e anime erranti.
L’Autunno è tradizionalmente associato al ritorno degli spiriti, alla memoria degli antenati, alla sottile linea che separa il visibile dall’invisibile. Ecco perché leggere manga e manhua che esplorano questi temi è come aprire una finestra su un’altra dimensione: quella del sacro, del sospeso, del non detto.
In questo articolo vi propongo cinque opere edite in Italia – e recuperabili – che incarnano perfettamente lo spirito della stagione. Alcune ti porteranno in mondi paralleli dove il destino si scrive tra le stelle; altre ti inviteranno a camminare in foreste abitate da esseri gentili e silenziosi; altre ancora ti faranno incontrare divinità urbane che lottano per lasciare la loro traccia. Magari qualcuna ti insegnerà il peso della solitudine e della paura di amare.
Tutte, però, hanno in comune una cosa: parlano di confini. E di ciò che accade quando li attraversiamo.
Preparati a entrare in una dimensione dove il tempo si dilata, le emozioni si fanno più profonde, e ogni pagina è un passo verso l’ignoto.
Fushigi Yuugi di Yuu Watase
La protagonista è Miaka Yūki, una quindicenne allegra, impulsiva e… sempre affamata. Un giorno, mentre studia in biblioteca con la sua amica Yui, trova un antico libro chiamato Shijintenchisho (“Il libro dell’Universo dei Quattro Dei”). Leggendolo, le due ragazze vengono risucchiate al suo interno e trasportate in un mondo fantasy diviso in quattro regni, ciascuno protetto da una divinità.
Miaka scopre di essere la Sacerdotessa di Suzaku, incaricata di radunare i Sette Guerrieri Celestiali del regno di Konan per evocare la divinità fenice e ottenere tre desideri. Ma la missione si complica quando Yui, finita nel regno rivale di Kutō, diventa la Sacerdotessa di Seiryuu. Le due amiche si ritrovano su fronti opposti, in una guerra che intreccia magia, politica e sentimenti.
Il cuore della storia è il triangolo emotivo tra Miaka, Yui e Tamahome, uno dei guerrieri di Suzaku, di cui entrambe si innamorano. Ma Fushigi Yûgi è anche un racconto di crescita, sacrificio e destino, dove ogni personaggio affronta le proprie paure e desideri
Yuu Watase è maestra nel disegnare emozioni: i suoi personaggi hanno occhi grandi e profondi, capaci di trasmettere gioia, dolore e desiderio. Le ambientazioni sono ricche di dettagli orientali, con abiti cerimoniali, templi e paesaggi che evocano la Cina imperiale. Le scene d’azione sono fluide, mentre quelle romantiche sono cariche di pathos visivo.
Fossi in voi, non mi farei sfuggire la nuova edizione italiana: ispirata alla Kanzenban giapponese, è stata impreziosita da tavole a colori, in un’edizione da collezione. Cosa state aspettando?
Steam Reverie in Amber di Chien Chia-Cheng
La storia si svolge a bordo della Tomeship, una libreria volante che solca il cielo tra nuvole e silenzi. Qui lavora Shiori, una giovane barista e libraia che accoglie avventori misteriosi, ciascuno con una cicatrice a forma di ingranaggio sul cuore. Ogni cliente porta con sé una storia, un frammento di memoria, un dolore da decifrare.
Non c’è una trama lineare, ma una serie di visioni e suggestioni che parlano di solitudine, nostalgia e bellezza, come nel movimento orario di un orologio che custodisce il tempo. Tra le pagine si incontrano un ragazzo che colleziona minerali, una Tokyo d’altri tempi, oroscopi, tarocchi e sogni che sembrano evaporare come vapore su una tazza di tè.
L’opera è un gioiello visivo che si muove tra Steampunk e simbolismo, grazie anche all’utilizzo di una palette ambrata che sembra mantenere sospeso il tempo.
I dettagli meccanici sono minuziosi: ingranaggi, orologi, tubi e vapore si fondono con elementi naturali e architetture oniriche. Ogni tavola è una composizione pittorica, più vicina all’arte concettuale che al fumetto tradizionale.
In un mondo veloce e indaffarato, questo manga ci riporta alla lentezza della terra che si avvia al riposo, invitandoci a rallentare, sentire e ricordare.
Aomanjū – La Foresta degli Spiriti di Hisae Iwaoka
Soichi, un ragazzo solitario e introverso, dopo un periodo difficile, si trasferisce in una foresta remota per lavorare come custode. Ma questa non è una foresta qualunque: è abitata da spiriti, esseri ancestrali e creature gentili che incarnano l’anima delle cose – alberi, pietre, animali, persino oggetti dimenticati.
Tra questi c’è Aomanjū, uno spirito blu dalla forma semplice e rassicurante, che diventa il compagno silenzioso di Soichi. Ogni capitolo è una piccola parabola: un incontro, una riflessione, una ferita che si rimargina. Non ci sono grandi eventi o colpi di scena, ma una narrazione lenta e contemplativa, dove il tempo sembra dilatarsi e ogni gesto ha un significato: ogni incontro è una piccola lezione di vita, un dialogo silenzioso tra uomo e natura. La foresta diventa uno spazio sacro dove il tempo si dilata e le emozioni si purificano.
Iwaoka nel suo lavoro usa linee morbide e pulite, con un tratto che ricorda l’acquerello. I personaggi sono stilizzati ma espressivi, e gli spiriti hanno forme semplici ma suggestive. Le ambientazioni sono dominate dal verde, dal bianco e da tonalità pastello, che trasmettono quiete e spiritualità. Il ritmo visivo è lento e contemplativo, come una passeggiata nel bosco.
Aomanjū è come una tazza di tè caldo in una giornata di pioggia. Ti invita a rallentare, ad ascoltare, a sentire. È perfetto se cercate una lettura che guarisce, che consola, che accompagna, come una coperta calda ai primi freddi.
Noragami di Adachitoka
Yato è un dio minore senza tempio né fedeli, che per pochi yen offre servizi divini: ritrovare gatti, esorcizzare spiriti, proteggere i vivi, sperando un giorno di diventare un dio famoso e venerato.
La sua vita cambia quando incontra Hiyori Iki, una studentessa che, dopo un incidente, scopre di avere un’anima instabile: può uscire dal proprio corpo e vagare nel mondo degli spiriti. Insieme a Yukine, un ragazzo defunto che diventa la “sacra arma” di Yato, i tre affrontano battaglie spirituali, esorcismi e conflitti tra divinità.
Questi scontri sono però un mezzo con cui ognuno dei protagonisti si trova faccia a faccia con il proprio passato e con le conseguenze delle proprie azioni, in un percorso di redenzione e identità.
Adachitoka riesce a creare un mix di dinamismo ed eleganza senza rinunciare al dettaglio; le scene d’azione sono spettacolari, con combattimenti fluidi e coreografici.
Il contrasto tra il mondo umano e quello spirituale è reso con grande cura visiva: da una parte i personaggi hanno design moderni, con abiti urbani e dettagli spirituali (come le “armi sacre” che prendono forma umana); dall’altra, le creature corrotte – alias Ayakashi – hanno design inquietanti e simbolici che ci trasmettono emotivamente la tensione di quei momenti.
Noragami è una lettura perfetta per chi ama le storie che uniscono spiritualità e azione, con personaggi complessi e un mondo invisibile che pulsa sotto la superficie della realtà. È ironico, struggente, profondo. E in autunno, quando il confine tra i mondi si fa più sottile, Yato e i suoi compagni ci rammentano che anche gli Déi, per vivere, hanno bisogno di essere ricordati.
Soul Sealer’s School Life – Liang Azha
In questo BL, il protagonista è Qin Jing, un ragazzo riservato e tormentato da una strana maledizione: tutte le persone che provano affetto per lui diventano sfortunate. Non ricorda quando ha iniziato a rendersene conto, ma il fenomeno è costante e inquietante. Vive quindi in una sorta di isolamento emotivo, convinto che avvicinarsi agli altri significhi condannarli.
L’arrivo di Qi Yu, un nuovo studente affascinante e solare, cambia lentamente le dinamiche. Qi Yu sembra attratto da Qin Jing, ma inizia a subire una serie di sventure inspiegabili. Mentre i due si avvicinano, emergono segreti legati a entità spirituali, poteri sigillati e un passato che intreccia destino e sofferenza.
La scuola stessa diventa un microcosmo dove si muovono spiriti sigillati, energie invisibili e legami karmici. La narrazione alterna momenti di dolcezza e tensione, con un sottotesto che parla di accettazione, paura del contatto e desiderio di essere amati senza ferire.
Lo stile visivo di Liang Azha cattura con precisione l’atmosfera sospesa dell’opera. Il suo tratto acquerellato, unito a un uso sapiente di toni freddi e ombre sfumate, genera una costante sensazione di attesa e introspezione.
Il design degli spiriti e delle entità sigillate è sobrio ma profondamente evocativo: più suggerito che mostrato, lascia ampio spazio all’immaginazione del lettore. Ogni tavola sembra immersa in una nebbia emotiva, come se il tempo si fosse fermato tra le pagine.
Il primo volume sarà in uscita a fine Ottobre per Jundo: segnatevelo sul calendario!
Queste opere ci parlano di confini: tra il visibile e l’invisibile, tra passato e presente, tra umano e divino. Fushigi Yuugi ci porta in un mondo parallelo dove l’amore è una battaglia spirituale. Steam Reverie in Amber ci invita a contemplare il tempo come poesia. Aomanjū ci insegna che ogni cosa ha un’anima, se sappiamo fermarci ad ascoltare. Noragami ci mostra che anche gli Déi sono fragili e possono fare errori, ed hanno bisogno di essere ricordati. E poi c’è Soul Sealer’s School Life, che ci ricorda quanto possa essere difficile amare quando si ha paura di ferire.
In un periodo dell’anno in cui ci sentiamo più inclini all’introspezione, leggere storie che esplorano l’anima, la memoria e il mistero può essere un modo per riconnettersi con sé stessi. E magari, anche con qualcosa che va oltre.






