scritto da Elisa Aphroditeurania
Akiko Higashimura è una mangaka giapponese di fama internazionale, nota per la sua capacità di combinare una narrazione coinvolgente con uno stile artistico unico. Nata il 15 ottobre 1975 nella prefettura di Miyazaki, Higashimura ha saputo distinguersi per la sua versatilità, affrontando con maestria generi diversi, dall’umoristico al drammatico, fino al biografico e al romanzo grafico.
Dopo aver frequentato il dipartimento di Belle Arti presso l’Università delle Arti di Kyoto, Higashimura ha iniziato la sua carriera come mangaka negli anni ’90. Il suo debutto ufficiale avviene nel 1999 con l’opera Kimi to Bakansu pubblicata su Weekly Young Jump. Tuttavia, la vera svolta arriva con la serializzazione di Kakukaku Shikajika (2011-2015), un’opera autobiografica che racconta la sua giovinezza, le difficoltà incontrate nel diventare mangaka e il rapporto complesso con il suo insegnante di disegno. Questo manga le ha valso il prestigioso Manga Taisho Award nel 2015 e ha consolidato la sua reputazione a livello internazionale.
Il tratto di Higashimura è uno degli elementi che rendono uniche le sue opere. Sebbene il suo stile sia stato influenzato dai classici del manga shōjo, si distingue per la sua versatilità e dinamismo.
Higashimura è maestra nel catturare emozioni e sfumature psicologiche attraverso l’espressività facciale e il linguaggio del corpo. I suoi personaggi non solo parlano attraverso i dialoghi, ma comunicano anche attraverso ogni dettaglio visivo: uno sguardo, un gesto o una postura possono raccontare tanto quanto le parole.
Il suo stile si caratterizza per l’uso di linee morbide e fluide, che conferiscono ai disegni un senso di movimento naturale. Questa qualità è particolarmente evidente nelle scene comiche, dove l’artista sfrutta il tratto per esagerare le situazioni e sottolineare l’umorismo.
Pur adottando uno stile accessibile e leggibile, presta molta attenzione ai dettagli, specialmente nei costumi e negli sfondi. Questo è evidente in opere come Kuragehime, dove i vestiti dei personaggi riflettono la loro personalità e le ambientazioni sono ricche di particolari che immergono il lettore nella storia.
Una delle sue capacità più impressionanti è quella di adattare lo stile grafico al tono della narrazione. In Kakukaku Shikajika, ad esempio, il tratto diventa più semplice e diretto per riflettere l’intimità del racconto autobiografico, mentre in Tokyo Tarareba Girls lo stile si adatta a un tono ironico e a una rappresentazione più satirica della vita moderna.
Vediamo le sue opere più importanti:

Kuragehime (La principessa delle meduse) – Edito Star Comics è forse l’opera più conosciuta di Higashimura. Pubblicata su Kiss Magazine dal 2008 al 2017, racconta la storia di Tsukimi, una giovane otaku appassionata di meduse, e il suo incontro con Kuranosuke, un ragazzo che ama travestirsi da donna. La serie affronta temi di accettazione personale, diversità e amicizia, combinando un umorismo leggero con momenti di grande profondità emotiva.
Uno degli aspetti più interessanti di Kuragehime è l’attenzione ai dettagli visivi. Higashimura usa il design dei personaggi per esprimere la loro individualità: Tsukimi e le sue amiche otaku hanno un aspetto volutamente trasandato, che contrasta con il fascino scintillante di Kuranosuke. Questo contrasto visivo diventa un modo per esplorare le barriere sociali e culturali.
Tokyo Tarareba Girls (inedito) segue le vicende di tre donne trentenni che cercano di trovare l’amore e la felicità in una Tokyo frenetica. Con un tono satirico e una narrazione ironica, Higashimura esplora le pressioni sociali che le donne giapponesi affrontano, come il matrimonio e le aspettative di carriera.
Il manga è visivamente vivace, con un uso sapiente di vignette dinamiche che amplificano l’umorismo e il dramma. Higashimura riesce a bilanciare momenti esilaranti con riflessioni profonde sulla solitudine e il desiderio di appartenenza, rendendo l’opera incredibilmente rilevante.
Peccato sia ancora inedito nel nostro Paese.
Kakukaku Shikajika (Disegna!) – Edito Jpop manga è una delle opere più personali di Higashimura. Racconta la sua esperienza di crescita come artista e il complesso rapporto con il suo insegnante di disegno, un uomo severo ma profondamente appassionato che ha avuto un impatto decisivo sulla sua vita. Il manga, vincitore del Manga Taisho Award nel 2015, è un’ode al potere dell’insegnamento e al sacrificio necessario per perseguire i propri sogni.
Dal punto di vista grafico, Kakukaku Shikajika è più minimalista rispetto ad altre opere di Higashimura, il che riflette la natura autobiografica e riflessiva della storia. Tuttavia, l’autrice non rinuncia a momenti di umorismo visivo, che alleggeriscono il tono e rendono il racconto accessibile.
Altre opere ancora inedite ma che voglio nominare assolutamente sono:
- Yukibana no Tora: Un affascinante mix di dramma storico e fantasia, questa serie reinventa la figura di Uesugi Kenshin, un famoso signore della guerra giapponese, immaginandolo come una donna.
- Gisou Furin: Una commedia romantica che esplora il tema delle relazioni sentimentali in un contesto moderno, affrontando questioni di moralità e desiderio.
Higashimura è nota per affrontare temi profondi con leggerezza e intelligenza. Nelle sue opere troviamo dei temi ricorrenti quali la crescita personali, difatti molti dei personaggi lottano per scoprire chi sono e cosa vogliano veramente dalla vita ma anche i ruoli di genere e le aspettative sociali ed infine, come non citare il suo innato umorismo che è sempre presente anche in opere drammatiche come lo è Disegna!.
Grazie alla sua prolifica carriera e al suo talento, Akiko Higashimura è considerata una delle mangaka più influenti della sua generazione. Ha ricevuto numerosi premi, tra cui il già citato Manga Taisho Award e il Kodansha Manga Award. Inoltre, molte delle sue opere sono state tradotte in diverse lingue, rendendola una figura chiave nell’espansione globale del manga.
Il mio approccio con quest’artista avvenne per caso tanti anni fa, vidi la copertina del primo volume di Kuragehime in fumetteria e me ne innamorai all’istante, riesce a comunicare con le immagini e i colori come poch* artist* contemporanei sanno fare.
Akiko Higashimura è un esempio brillante di come il manga possa essere un mezzo per raccontare storie universali, affrontare questioni profonde e divertire al tempo stesso. La sua capacità di innovare, esplorare temi complessi e creare personaggi memorabili continuerà a ispirare lettori e aspiranti artisti per anni a venire.
Spero che quest’artista così talentuosa venga ripresa in considerazione dai nostri editori.


