L'Arte di Kyōko Okazaki

L’Arte di Kyōko Okazaki

scritto da Elisa Aphroditeurania

Se dovessi scegliere un’autrice rivoluzionaria che ha sdoganato la sessualità e la libertà femminile, ho solo un nome in mente: Kyoko Okazaki.
Kyōko Okazaki è nata nel 1963 a Tokyo ed è stata una delle prime mangaka a lavorare per riviste hentai, insieme a Erica Sakurazawa, Shungiku Uchida e Kondo Yoko, chiamate “Onna no ko H mangaka”, per indicare le artiste che si occupavano di hentai, una scelta insolita per una donna soprattutto negli anni ’80.

In un’intervista riportata all’interno della rivista indipendente Atom #26, Row Yoshida, co-fondatore della rivista Feel Young, rivista molto famosa rivolta alle giovani donne dai 20 ai 30 anni alla ricerca di storie mature, dichiara l’unicità di questa artista, per la quale prova una forte ammirazione, avendo creato uno stile unico sia in termini stilistici che di scrittura.

Kyōko Okazaki sceglieva personalmente le sue assistenti, e possiamo trovare due artiste che poi sono diventate famose e hanno accompagnato la mangaka: Moyoco Anno, prima già assistente di Erica Sakurazawa, e Saho Tono, artista eccezionale e moglie di Taiyo Matsumoto, più volte citata dallo stesso elogiandone il talento.

Le donne create da Okazaki sono forti, sessualmente libere, esplicite senza paura di rivelare sé stesse nel bene e nel male, facendo capire agli uomini che non sono loro a poter decidere della libertà di vivere.

L’apice di popolarità lo ebbe con l’opera “Helter Skelter“, il cui nome può essere associato a una famosa canzone dei Beatles. Inizia con una frase molto forte: “Una risata e un urlo si somigliano molto”, una dichiarazione significativa che simboleggia il dolore della protagonista.

Ririko è una super modella in un periodo d’oro, lavora molto ma perde se stessa. Infatti, è oggetto della direttrice della sua agenzia che, per averla sempre bellissima e fisicamente perfetta, la sottopone a qualsiasi tipo di chirurgia e le fa assumere dei medicinali che la stanno corrodendo dentro. Ormai svuotata, Ririko perde la sua personalità e la capacità di empatizzare con chiunque, diventando crudele e sadica.

Questa opera è uno schiaffo morale alla società giapponese in questo caso, ma non solo. La donna, vista come un oggetto da sfruttare finché giovane, vede perdere la propria identità fino a distruggersi.

L’autrice, attraverso il suo tratto abbozzato e spigoloso, completamente diverso dai canoni consueti del manga giapponese, riesce a penetrare il lettore con scene fortemente disturbanti.

“Helter Skelter” è talmente curato registicamente che ha goduto di una trasposizione cinematografica diretta dal fotografo Mika Ninagawa.

Su youtube potete trovare il trailer molto suggestivo

Purtroppo nel 1996 Kyōko Okazaki è vittima di un incidente stradale, venne investita da un automobilista ubriaco e da allora è in costante riabilitazione, non ha più potuto esprimere la sua arte.

In Italia, possiamo leggere un’altra opera significativa Pink, sempre edita da Dynit manga e spero ardentemente di poter leggere altre sue opere in italiano.

L'Arte di Kyōko Okazaki